PINNACOLO DI MASLANA

Non solo spit…

Appena fuori dal bosco appare la sua forma, elegante e slanciata. Paragoni superflui corrono insieme al vento, mentre il colore del mattino accende di fuoco le placche rugose. Agli inizi degli anni ’70, mani incerte si avvicinarono con cautela alle sue fessure, alle levigate pareti. Pochi chiodi e tanto coraggio disegnarono quelle che sono rimaste le gemme del Pinnacolo. Il loro splendore è ora nascosto da mode e da spit irriverenti. L’arrampicatore distratto ora segue tranquillo quelle scie senza suono, sfiorando tracce di un tempo che solo la roccia ha saputo conservare.

 

Il Pinnacolo di Maslana è tornato “alla ribalta” negli anni ’90 per le vie moderne super protette a spit, che percorrono placche di roccia eccellente contornate da un ambiente magnifico. Ma le classiche sono delle vere gemme da non perdere. “Pegaso “ fra tutte ne è la regina: un concentrato (peccato che finisca così presto…) di fessure strette e larghe, sinuose o rettilinee, sempre perfette. Con “Il sacro tempio”, nell’88, ha inizio un nuovo modo di percorrere queste pareti, che trova il grande successo negli anni ’90 con la chiodatura di alcuni itinerari aperti in gran parte da Gianni Tomasoni. Bellezza della roccia e vicinanza degli spit fanno il resto, per un Pinnacolo sempre più…sportivo.

 

 

Accesso: da Bergamo si percorre la strada della Valle Seriana sino a Ponte Selva. Seguire ora per Valbondione che si incontra dopo circa 55 km da Bergamo. Si parcheggia in fondo al paese, dove parte la funivia dell’Enel. Si segue il sentiero che conduce alle baite di Maslana. Appena superate, dopo circa 20 minuti di cammino, oltrepassato un torrentello in secca, si stacca sulla sinistra, per ripido prato, una traccia che si inoltra nel bosco. La si percorre interamente, traversando una radura sassosa e poi ancora nel bosco. Al suo termine appare ben evidente il Pinnacolo. Con alcuni stretti e ripidi tornanti ci si porta alla sua base, nei pressi di una piccola grotta. ore 1,15 – 1,30.

 

 

1) BINGO BONGO

primi salitori: A.Savonitto, M.Sala, M.Gaiazzi; 25/5/80

sviluppo: m.200                                                                                      

difficoltà: 5b/5c

materiale: qualche chiodo in via. Portare una serie di nuts e friends.
periodo consigliato: da primavera ad autunno inoltrato
discesa: dalla cima per “New Age” (soste con golfari )

 

E’ il più semplice itinerario “classico” del torrione, nel complesso interessante e piacevole.

Discesa: dalla vetta in doppia per “New age (consigliato), oppure se avete lasciato gli zaini all’attacco,
per la via di salita (doppie attrezzate, ma controllare gli ancoraggi).

Risalire sulla destra il lato E.N.E. tramite canale erboso. Al suo termine raggiungere
il bordo destro della parete percorrendo sulla sin. lo zoccolo fino ad una evidente placca grigia.

L1 - dopo aver percorso il diedro iniziale, obliquare a sin. per placca fino a delle cengette erbose. 25m 5a

L2 - continuare nel diedro ben marcato e uscire per una delle due fessure fino al grande terrazzo mediano
(“solarium”), sostando al suo termine. 30m 5b/5c

L3 - a destra del grande sasso per caminetto, poi a sin. nella fessura fino alla sosta. 25m 5a

L4 - seguire lo spigolo del blocco e la fessura superiore, lungo la verde placca verticale. 40m 5b

L5 - per rocce più facili, portarsi verso la parete e ad un caminetto che conduce in cresta. 40m II/III

L6 - per cresta sino in cima. 40m 4c

 

2) PEGASO MACHINE

primi salitori: I.Guerini e compagni; 1981

sviluppo: m. 240

difficoltà: max 7a (6b/c obb.)

materiale: pochissimi chiodi in via, soste attrezzate. Portare una serie di nuts e di friens.

E’ sicuramente la regina del Pinnacolo. Peccato che si risolva in poche lunghezze.
La fessura di 7a si protegge facilmente con frends medi.
ATTENZIONE all’uscita della fessura: sasso (non proprio piccolo…) incastrato,
ma non troppo. NON USATELO COME APPIGLIO!!!
periodo consigliato: da primavera ad autunno inoltrato
discesa: dalla cima per “New Age” (soste con golfari )

 

Seguire, per ripidi prati, la base dell’elegante fessura ENE, sino a delle placche erbose sotto di essa.

L1 - percorrere le placche sino alla lama d’inizio della grande fessura (poss. aggirarle a des.). 40m 4a albero di sosta

L2 - prima per fessura, poi seguendo il diedro, raggiungere la sosta. 25m 6a

L3 - continuare per il diedro-camino fino alla base del terrazzo e percorrerlo raggiungendo la base della netta fessura. 40m 5c

L4 - percorrere la fessura, ora ad incastro, ora in dulfer. 25m 7a

L5 - continuare per la fessura di des., fino a rocce più facili. 25m 6b

L6 - raggiungere la base di un camino, poco distante. 10m III

L7 - seguire il camino e poi le rocce sommitali sino in cima. 40m 5a

 

3) SPIGOLO SUD-EST

primi salitori: L.Suardi, G.Buizza; 197?

sviluppo: m. 240

difficoltà: max 6c (6b obb.)

materiale: numerosi chiodi in via, ma non sempre affidabili,
viste le caratteristiche delle fessure che tendono ad “eliminare
i chiodi superflui !”.
Portare un martello, serie di nuts e friends medio-larghi.

Itinerario molto elegante ed aperto quasi interamente in artificiale.
periodo consigliato: da primavera ad autunno inoltrato
discesa: dalla cima per “New Age” (soste con golfari )

                                                                                                                                                             "il sacro tempio"

L’attacco è situato al limite destro delle placche basali, sotto la perpendicolare dello spigolo.

L1 - salire uno dei due diedri e proseguire per placca, sostando sotto ad un piccolo cespuglio. 25m 5c

L2 – seguire l’arco e superare il piccolo tetto tramite fessura, per continuare a sin. per placca fino al masso alla base del diedro. 30m 6b

L3 – superare lo strapiombo e percorrere il diedro sino a sostare su una piccola cengia a destra. 25m 6a+

L4 – riprendere il diedro  e superare lo strapiombo sulla sin. 30m 5b

L5 – salire la lama e continuare sullo spigolo con numerosi chiodi, fino ad una nicchia. 45m 6b+/6c

L6 – a sin. e poi a des. ad una fessurina, fino a dei cespugli. 40m 5a

L7 – seguire la cresta sino in cima. 45m II/III

 

4) L’ULTIMO SHAMPOO DEL GENERALE CUSTER

primi salitori: G.M.Colombi, A.Savonitto; settembre 1983

sviluppo: m. 140 (+ 130m dello SPIGOLO)

difficoltà: max6b (6a obb.)

materiale: in via chiodi. Portare una serie di nuts e friends medio-grandi
periodo consigliato: da primavera ad autunno inoltrato
discesa: dalla cima per “New Age” (soste con golfari )

 

Per cengia erbosa salire in direzione degli evidenti tetti del lato SSE,
raggiungendo una lastra appoggiata.

L1 – sormontare la lastra e continuare prima verso des., poi diritti
per placca e ritornare ancora a des. fino a prendere delle fessure
che conducono alla sosta. 45m 6a                          
 

L2 – seguendo le fessure fino al grande diedro. 30m 5b

L3 – percorrere ad incastro il diedro fino sopra il tetto. 35m 6b

L4 – continuare nel diedro-camino fino al termine della torre staccata. 20m 6b

Continuare per lo SPIGOLO o scendere in doppia lungo la via.

 

5) VENT’ANNI DI SFIGA

primi salitori: A.Savonitto, A.Gogna, G.Rosti, C.Persico; 16 maggio 1982

sviluppo: m. 300

difficoltà: 6a+ (5c obb.)

materiale: in via chiodi. Portare una serie di nuts e di frien
periodo consigliato: da primavera ad autunno inoltrato
discesa: dalla cima per “New Age” (soste con golfari )

 

E’ tra le vie più lunghe del Pinnacolo, ed offre una arrampicata eterogenea, in fessure, placche e diedri-camini.

Attacca nel punto più basso del Pinnacolo, a sin. di uno strapiombo, sotto la placca.

L1 – superare un piccolo diedro a sin. di uno strapiombo e continuare a des. per placca fino ad un albero. 30m 3a

L2 – per placca, direttamente alla base del grande arco. 45m 5b
L3 – attraversare sotto l’arco, continuando a des. fino a delle fessure. 40m 5c
L4 – seguire, tramite fessurine, la base del grande diedro (lunghezza di “l’ultimo schampoo…”). 30m 5b
L5 – traversare a sin. seguendo dei quarzi, raggiungere due lame e le due fessure seguenti fino allo spigolo centrale. 35m 6a
L6 – continuare lungo la fessura-camino fino ad una cengia. 50m 5c
L7 – seguire la fessura a des. del grande tetto e per caminetto raggiungere la cresta. 50m 6a+
L8 – seguire facilmente le rocce terminali. 10m

                                                                                                                                                              
 A.Ruggeri in apertura su "Syrinx"

6) PAPA’ GEPPETTO  e  SYRINX                                                                       
primi salitori: A.Ruggeri, M.Scagnetto, 1/08/99 – A.Ruggeri, D.Braghini, P.Guerinoni, 1998

sviluppo: m. 270 (m. 90 + m. 180) – 3 + 5 lunghezze

difficoltà: max 6b+ e 2 p.a. (6b obb.)  

materiale: 7 rinvii e due corde da 50m – chiodatura a fix da 10m
periodo consigliato: da primavera ad autunno inoltrat
discesa: per la via di salita o per “New Age”

           

Interessante “combinata”. I tiri di “Papà Geppetto” permettono di salire al ballatoio evitando l’infido canale o la cresta attrezzata. Ci si unisce poi a “Syrinx” su roccia magnifica e particolare.

L’attacco è posto a sinistra del grottino alla base del Pinnacolo (spit colorato evidente), prima del  canale. Raggiunto il ballatoio si sale un breve risalto verso sinistra dove è posta la sosta di partenza di “Syrinx”.

 

                                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

1^ solitaria di New Age

7) VENTO BEFFARDO                 
primi salitori: G.Tomasoni, R.Ferrari – ottobre 2002

prima in libera: M.Vago, M.Piccardi

sviluppo: m. 300

difficoltà: max 7a+ (6a obbl.)

materiale: 14 rinvii e due corde da 50m –
 -chiodatura a fix da 10mm, soste predisposte per doppie

discesa: per la via di salita o per New Age

l’attacco è in comune con New Age
(della quale si percorre la prima lunghezza),
a destra del grottino alla base della parete
(targhetta metallica). Dalla sosta n° 1 si devia a destra sulla grande placca
 seguendo gli spit più nuovi (non artigianali).           

Bella via con chiodatura molto ravvicinata nei tiri più impegnativi,
che alterna placche inclinate a muri verticali e fessure.                                   

 

L1 – seguire la prima lunghezza di New Age –
       muretto iniziale, poi placca appoggiata sino a terrazza con albero.
5b

L2 – placca appoggiata con uscita delicata. 5c

L3 – muretto sino a nicchia e traverso a destra tecnico. 6a+

L4 – Placca verticale con chiodatura a zig zag.
       Micro appigli e sezione chiave dopo la cengetta.
7a+

L5 – muretto atletico e placca delicata. 6c

L6 – continuità su buone prese e fessura obliqua a

sinistra. 6b

L7 – muro iniziale con uscita su micro appigli. 6c

L8 – facile placca appoggiata. 4c

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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